Negli anni, grazie alla mia famiglia , si è sviluppato in me un forte amore e rispetto per la natura, un rapporto emozionale molto profondo che è sempre stato una specie di punto di appoggio solido su cui fare affidamento nei momenti difficili....un campo base dove tornare in caso di emergenza!
Ecco perché, quando molto tempo fa cominciai a sentire questa chiamata verso i boschi a.... non so fare cosa, pensai che fosse un semplice desiderio di rivivere quelle esperienze che, per via degli impegni che la società in cui viviamo ci impone, non riuscivo a soddisfare quanto volevo. Per anni però, avevo notato una mia quasi morbosa attrazione per i posti più selvaggi e inospitali che mi capitava di incontrare. Più il bosco era intricato e impervio più mi attraeva. Non capivo che qualcosa stava bussando alla porta del mio cuore.
All'inizio era un sentimento molto astratto a cui non avevo dato molta importanza. Con il passare degli anni però , qualcosa ha reso questo vago desiderio sempre più importante. In quel periodo infatti mi ero avvicinato alla cultura dei Nativi Americani, dove il rapporto con il territorio e la natura hanno uno stretto legame con la spiritualità e quindi, quello che poteva essere confuso con la voglia di una scampagnata fra amici, divenne qualcosa di più grande e profondo. Con il passare del tempo mi rendevo sempre più conto che questo desiderio irrazionale e astratto era qualcosa di più che una strana voglia di avventura. Cominciavo a sentire una profonda esigenza che si faceva strada dentro di me, un bisogno profondo che richiamava la mia attenzione sempre più prepotentemente. Prendeva forma e cresceva, e più non la comprendevo, più lei bussava forte nella mia testa. Il semplice ma vago desiderio di andare su una montagna a farmi una passeggiata in solitaria, prese forma, e cominciai a “sentire” il tipo di viaggio che avrei intrapreso, con tanto di dettagli che nemmeno io comprendevo fino in fondo.
Da circa un anno prima della partenza, al desiderio si aggiunse una forte sensazione di incompletezza. Uno stato d'essere come se alla mia vita mancasse qualcosa di importante, di essenziale.
Dovevo farlo!!!! Il bisogno era impellente!
Verso Giugno, circa tre mesi prima della partenza , avevo cominciato ad avere chiaro cosa portare e come organizzare questa cosa, senza sapere esattamente il perchè. Avevo cominciato a scrivere quello che mi sarebbe servito perchè avevo cominciato a intuire le cose che avrei dovuto fare la nelle montagne, ma nello stesso tempo non riuscivo a razionalizzare il tutto, perché in realtà non avevo ben chiaro nemmeno io cosa diavolo avrei fatto in quel posto sperduto.
Un’altra cosa che con il tempo è cambiata, è la zona in cui questo viaggio sarebbe avvenuto. Tempo prima immaginavo, ispirato da quel desiderio profondo, di andare lontano in posti esotici, tipo montagne rocciose in America o deserti sconosciuti. Poi, con il passare degli anni, ho sempre di più avuto il desiderio di rimanere nella mia terra, vicino a dove ero nato e cresciuto. La mia terra mi doveva parlare….. mi stava chiamando.
Affiorò a quel punto nella mia mente, un luogo che fino a quel momento non mi aveva attratto particolarmente, se non per il suo lato naturalistico: Val Vestino. E’ un luogo che spesso ho incontrato nella mia vita ma verso il quale non nutrivo particolare interesse. Improvvisamente….. boom! Amore …. Attrazione…. non so. Sta di fatto che non è nemmeno stata una decisione: li DOVEVO andare e li sono andato.
Visto il particolare sentimento che mi ha accompagnato in tanti anni rispetto a questo desiderio, non ho voluto procurare cartine che potessero contaminare le mie scelte. Il tutto è avvenuto seguendo esclusivamente il mio istinto…. il mio cuore.
Una volta su un libro lessi che il cammino di Santiago de Compostela comincia in realtà da casa propria. Allo stesso modo se dovessi chiedermi quando questo viaggio è cominciato, risponderei 34 anni fa, il giorno della mia nascita.
Continua......
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