domenica 4 dicembre 2011

La vallata.


  L'istinto, ancora una volta,  mi fa capire chiaramente che la valle e il fiume che mi avevano ospitato e aiutato la notte precedente, sarebbero stati di nuovo la mia casa e la mia protezione. Non sapevo se nello stesso punto o da un'altra parte, ma sapevo che dovevo andare.
Carico di nuovo la moto, saluto il lago  e ....via.
Il viaggio di ritorno è più frettoloso. Ero ansioso di trovare il posto dove sarei stato a dormire la notte seguente.....non avevo ancora finito!
   Arrivo nei pressi del ponte, dove ero stato la sera prima, e vedo che c'è una persona che cammina sul ciglio della strada. Mi rendo conto che lì non potevo stare. Non andava più bene. Proseguo per qualche chilometro cercando, stavolta con la luce del sole, il posto giusto per me. Trovo che ad un certo punto la strada svolta verso destra ma il torrente prosegue per una vallata selvaggia. Eccolo! Trovato! Scendo e senza scaricare vado in avanscoperta per vedere se davvero lì avrei potuto mettere la mia tenda.
Mi addentro.
La natura è prepotente.....forte, è difficoltoso camminare.  Il rumore amichevole dell'acqua è forte, quasi assordante. Trovo una montagna di detriti dopo pochi metri. La supero ..... il sentiero sparisce..... erba morbida... piante basse.... tracce di animali......cammino ancora per un po'. Passo attraverso uno strano posto energetico umido, freddo, buio, pieno di insetti..... sento i brividi. Guado con un salto il corso d'acqua e il cammino prosegue solo per qualche metro perché lì ....  poco lontano ..... c'è il posto giusto per la tenda. Il terreno attorno è in pendenza e pieno di arbusti ma lì, sembra ci sia una piazzola da campeggio fatta apposta per la mia piccola casetta. Torno alla moto, prendo tutto e ritorno sul posto.... Sono accaldato e in quel momento ho un solo desiderio: fare il bagno nel torrente!
In realtà, quello che volevo fare, non era proprio un semplice bagno. Tempo prima avevo letto che la cerimonia del battesimo, come veniva fatta prima che esistesse il cristianesimo, consisteva nell’immergere totalmente il corpo nell’acqua fredda di un fiume. Questo modo di eseguire il battesimo tanto diverso da come ora avviene nelle chiese, aveva un senso preciso. Veniva svolto in quel modo  perché l’immersione totale e improvvisa nell’acqua fredda provoca il distaccamento della nostra consapevolezza dal corpo per un istante.
Questa cosa, oltre che incuriosirmi per il suo valore storico, m’incuriosì soprattutto perché non si trattava di qualcosa di teorico o simbolico, ma di qualcosa che in qualche modo poteva essere sperimentato in concreto.
Lascio tutto sul prato, mi spoglio e comincio a cercare un posto vicino dove poterlo fare.  L'acqua è bassa quasi dappertutto ma poco lontano intravedo una piccola insenatura dove è possibile immergersi sdraiandosi.  Per arrivarci devo usare le mani e aggrapparmi alle piante e ai ciuffi d'erba perché il punto d’accesso al fiume è ripido e scivoloso. Ho i piedi e le mani sporchi di terra scura ..... è bello.
Quando arrivo all'insenatura, immergo i piedi nell'acqua e mi accorgo che è gelata.
Mi bagno con le mani......... i piedi mi fanno male dal freddo..... mi ribagno per evitare lo shock termico e poi..... dentro.... AAAH... freddissima.... non respiro .... emetto un gemito forte. Quando mi raddrizzo in piedi e passa il trauma dico ... che bello ... lo rifaccio!.... e giù di nuovo.... fredda ancora...... bellissimo. Sicuramente non era quello che mi ero immaginato ma sono soddisfatto. Evidentemente, l’effetto di distaccamento dal corpo che avevo cercato di sperimentare, non si poteva realizzare semplicemente immergendosi nell’acqua gelata…..ovvio direi!
 Nudo, torno dove avevo lasciato le cose e monto la tenda. Fatto questo, dopo essermi asciugato, mi metto il costume e vado a fare una passeggiata per vedere dove ci si può spingere ... cosa c'è oltre . Passo un promontorio di terra e poi un grosso masso.... meraviglia..... il fiume serpeggia in questa valle selvaggia stretto fra alte mura di roccia ed è stupendo...... sembra  incontaminato, anzi ..... è incontaminato. Proseguo e devo attraversare di nuovo il corso d'acqua. Non c'è un sentiero... devo districarmi fra arbusti secchi intrecciati con i nuovi..... ad ogni angolo non credo ai miei occhi. Meraviglia . Sono incantato. Vedo dei laghettini dove mi prometto che all'indomani avrei ritentato l’esperimento dell’immersione. Vado avanti e..... oooohh ancora sorpresa.... un laghetto più grande ancora più bello con l'acqua talmente pura e trasparente che sembra cristallo. Subito dopo ..... ancora stupore .... il fiume si dirama in tre piccoli torrenti formando due isolette piene di vegetazione rigogliosa. Subito dopo vedo uno spiazzo sulla destra dove mi dico che, se mai fossi tornato un giorno in quel posto, lì avrei messo la tenda. Torno indietro galvanizzato e a quel punto, comincio ad avere un po' di fame. Monto il fornellino da campo e comincio a far bollire il riso che mi sono portato da casa.
Il quadro è meraviglioso: fiume, tenda alle spalle, fornellino da campo. Ogni momento mi sento parte di qualcosa ma nello stesso tempo ospite ...osservato...

continua.....