martedì 3 gennaio 2012

La seconda notte.


 Comincio a sentire il profumo del riso e mi preparo a mangiarlo.
Man mano che il tempo passa e il sole tramonta, la luce diminuisce ... e anche la temperatura! Fino a quel momento, infatti, sono rimasto in costume, ma per mangiare mi sono messo una maglietta.  Non passa molto tempo che quell’abbigliamento non è più sufficiente : mi metto i jeans .... mi metto il pile ..... ho ancora freddo!
Infatti dalla valle comincia a scendere un'aria fredda e umida preoccupante!  A questo punto mi chiedo come posso  affrontare la nottata. C'è aria, acqua, terra .... manca il fuoco. Così cerco pietre abbastanza grosse e legna per poter fare un falò. Sono un po' preoccupato perché le sterpaglie tutt'intorno hanno l'aria di essere piuttosto infiammabili, così decido di fare un grosso cerchio di pietre e di tenere il focolare piccolo. Quando ho racimolato sufficienti sterpaglie e pezzi di legno di varia lunghezza comincio ad accendere. Non è così facile. C'è parecchia umidità e fatico a far restare accesa la legna. Comunque è solo questione di tempo.... il fuoco comincia a vivere.... brucia.... calore ..... tepore. Il fuoco, anche se piccolo, fa parecchio fumo proprio per l'umidità della legna e questo mi preoccupa un po' perché questo avrebbe segnalato la mia presenza dalla strada qualche Km a valle. Va bé, non ci penso.
Il fuoco….
Mi accorgo che il fuoco ha accompagnato la nostra evoluzione terrena per molto tempo e lì, in quella situazione, le reminiscenze si fanno sentire chiaramente. Il fuoco significa ... caldo, cibo, salvezza.... vita.
Sono lì. Completamente solo, con il cellulare fuori uso, con un torrente che scorre a pochi metri da me, con il fuoco acceso e il suo tepore, la tenda alle spalle.  Gli ultimi bagliori del giorno mi permettono di lavare le stoviglie al fiume e di raccogliere legna abbondante. Poco dopo è buio. Buio totale.  Notte.  La notte porta emozioni ancestrali, inquietanti. Forse era proprio quello che cercavo ma quando arrivano non ti lasciano scampo. O le accetti e le vivi o te ne vai. Sento una profonda soddisfazione scorrere nel corpo. E come un leggero orgasmo che fluisce sotto pelle.... dei brividi. Probabilmente ho avuto stampato sulla faccia un sorrisino soddisfatto per tutto il tempo.
Mi sono portato una pipa costruita da me e mi viene voglia di sentire il profumo del tabacco. La accendo e avverto forte il suo aroma dolciastro. Di nuovo suono il flauto di bamboo. Un po' disordinatamente canto, suono, fumo....  sono Io. Passa il tempo ma non capisco che ore sono. Diciamo che non m’interessa.
Ad un certo punto mi viene sonno e cominciano a chiudersi gli occhi. Mi dispiace perché il momento è speciale e non vorrei farlo finire ma esisto in un corpo che ha bisogno di dormire e così vado in tenda. L'aria che arriva dalla valle non è più brezza leggera ma venticello. Freddo. Vestito m’infilo nel sacco a pelo e mi accorgo che non è sufficiente per tenere caldo il mio corpo. Quindi uso una tecnica che avevo messo a punto quando ero piccolo e vivevo dai miei genitori. La casa era fredda e per addormentarmi dovevo mettere la testa sotto le coperte per scaldarmi col fiato. Così feci..... e funzionò! Mi permise di addormentarmi,  ma è stato appena sufficiente perché fuori faceva veramente freddo.
 Il sonno, la seconda notte, è stato un po' meglio ma comunque non tranquillo. In quella situazione ero interrotto ad ogni piccolo rumore. Ad un certo punto mi è sembrato di sentire addirittura un animale camminare lì vicino... chissà se era un sogno o era vero.

 Continua.......