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Proseguo nei miei intenti e con il sole caldo che illumina il mio corpo mi avvicino al laghetto prescelto.
Questa volta decido di affrontare l’esperienza in modo un po’ più solenne.
Non come un bagno rinfrescante, ma proprio come una cerimonia. Dato che ero nudo e non portavo oggetti con me, per fare questo non potevo contare su nessun tipo di aiuto esterno e capii che l'unico modo era quello di modificare il mio stato interiore.
La cosa che mi veniva da fare per rendere “sacro” quello che mi apprestavo a fare, è stato di sforzarmi di svolgere tutte le mie azioni in uno stato di presenza….di ricordo di sé.
Per evitare il shock termico, mi bagno con le mani..... fredda. L'acqua è veramente fredda ma ricordando l'esperienza del giorno prima sono più preparato.
Ci provo ...mi butto, ma appena il corpo tocca l'acqua è più forte di me... mi dimeno e sussulto dal freddo. Per quanto mi fossi impegnato a stare fermo, e presente a me stesso, non sono riuscito a restare concentrato. La mia consapevolezza al posto che essere Me è diventata il mio involucro che a contatto totale con il gelo non ha resistito. “Ma è naturale” ho pensato. Il mio corpo non può restare fermo in una situazione così estrema, va contro la sua natura. Io dovevo restare Io...... osservatore passivo. Riprovo e ancora il mio corpo ruba l'attenzione. Anche se la condizione così particolare in cui mi trovavo agevolava lo stato di presenza, normalmente meno stabile, le sensazioni travolgenti dell’acqua fredda mi facevano perdere il fuoco dell’attenzione. Ci voleva più sforzo!
La terza volta mi fermo sul bordo del laghetto e cerco di restare consapevole per un lungo momento, senza desiderare niente.
Sono lì fermo.......dal mio centro osservo il resto .....il mio corpo .....tutto intorno.........silenzio!
Sono fermo.......sento forte il mio respiro.........batto gli occhi.............silenzio.....................tutto è in attesa............................è il momento presente.............portentoso...........immobile................. Un attimo molto lungo...... mi butto...... nel lancio trattengo il fiato….il tempo è fermo....eterno......chiudo gli occhi......contatto! L'acqua è ..... veramente fredda ma questa volta succede! mentre sono totalmente immerso nel liquido riapro gli occhi e ..... difficile da spiegare.
E' come se il mio corpo si sganciasse da me. Ero io in una muta di carne ed ossa immerso in una specie di liquido amniotico gelato che ovattava ogni rumore.... che investiva violentemente i sensi ....un sordo rumore cupo che faceva da colonna sonora alla strana visione del mondo attraverso la lente di acqua che mi avvolgeva.... tutto era sfocato fuori ma io ero Io.... nitido....cristallino! Non ero il corpo! In verità non sentivo il freddo, il mio corpo si ma io no! Il tutto penso sia durato non più di 5 o 6 secondi ma è stato talmente intenso che potrei paragonarlo all'insieme di pallide sensazioni vissute in un intera settimana di routine! Il corpo questa volta è totalmente rilassato. Non si dimena e non boccheggia per il freddo. Un ammasso di carne e ossa che ondeggia insieme all’acqua. Mi sento morto fisicamente....c’è solo la mia consapevolezza. Il ricordo di quel momento si è scolpito talmente profondamente nella mia memoria che penso non lo dimenticherò mai!
Esco dall'acqua più lentamente di prima ... non scappo. La cornice attorno a me è surreale, meravigliosa, spaventosa, gigantesca, travolgente tutto allo stesso tempo. Dopo alcuni minuti mi ributto, stavolta per il semplice piacere di fare un tuffo! Faccio addirittura qualche bracciata faticando a respirare. E' sofferenza profondamente piacevole.... un controsenso!
Ho un po' di freddo, mi metto lì sulla roccia che si trovava subito a valle del laghetto, dritto verso il sole. Fermo. Il tutto è talmente avvolgente e bello che sorrido. Me ne sto lì un bel po'. I piedi sono appoggiati su una roccia gigantesca, che sporge direttamente dalla montagna, circondata da acqua corrente. Sono completamente nudo e un brivido forte.... mi compenetra. Osservo. E' l'unica cosa che faccio.
Mi sentivo nel centro del ciclone. Io ero il centro....fermo....immobile ..... silenzioso e il mio silenzio si estendeva a tutto il resto. I rumori erano silenziosi, i movimenti dell’acqua e degli alberi erano fermi. Tutto era perfettamente a fuoco...nitido. Il momento presente come non lo avevo mai vissuto. La realtà alla massima potenzialità!
Passa parecchio tempo ma in quel frangente succede qualcosa. In un istante comprendo il senso di quest’esperienza. Sento che ciò che rende quell'istante così meraviglioso, non sta in qualcosa là fuori, in quello che vedo o in quello che faccio. La chiave è dentro di me!
L'intuizione è fulminea e forse fatico a metabolizzarla completamente.
Il senso di quella comprensione è questo: tutto ciò che ho vissuto in questo breve viaggio, è stato così superlativo, così sublime, non perché i posti o le sensazioni che provavo lo erano, ma perché IO ero diverso! Sono stato semplicemente aiutato da questa dimensione così contraddittoria: bellissima e sublime da un lato ma spaventosa e scomoda dall'altro. Ero travolto da un'energia poderosa, gigantesca, spaventosa, e l'unico modo per sopportarla era accoglierla.....accettarla totalmente. Accettandola diventava gioia mescolata ad emozioni difficilmente spiegabili, come se quell'energia mi ritornasse ciò che io davo a lei. Uno specchio. Se non l'avessi accettata ….amata, mi avrebbe allontanato...sarei sicuramente stato male. L'aver accettato quest’energia così forte, l'aver amato profondamente le sensazioni travolgenti che provavo senza giudicarle brutte o belle ma semplicemente accettate per quello che erano, mi ha portato ad una percezione del mondo completamente diversa, nuova. Non erano le cose che facevo o le emozioni che provavo a farmi stare bene o male, ma era il mio stato interiore. Cioè, il mio approccio al mondo così diverso dal solito, rendeva la situazione permeata di gioia a prescindere dal paesaggio suggestivo o dalle fresche acque del torrente. Il tutto partiva da me. La sensazione esatta che lì su quella roccia provavo, era che se il mio stato interiore, non stabile, fosse cambiato e fosse tornato come era sempre stato, il momento si sarebbe trasformato in terribile......intollerabile!
Non posso che constatare, mentre scrivo queste parole, quanto quella comprensione abbia influito sul resto della mia vita. Il fatto di amare quello che succede nella vita, aprire il Cuore al flusso interminabile di input che l'esistenza mi offre senza giudicare ....senza il giudizio della mente, rende l'esistenza un paradiso, un posto dove TUTTO ha un senso! La mia esistenza parte da me.....i problemi che mi si sono presentati nella vita, avevano origine dentro di me! Ogni cosa è apparsa per un motivo nella mia vita, il fatto di non accettare in qualche modo queste esperienze, le ha rese negative e sopratutto le ha rimandate! Le cose che mi sono successe, anche le più pesanti, non erano negative in se, non avevano niente di sbagliato. Lo sono diventate solo in quanto non comprese...non accettate ..... non amate. Questo significa che io sono responsabile di tutto. Sconvolgente direi!!!!
Continua.....