venerdì 17 agosto 2012

Il centro del ciclone

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Proseguo nei miei intenti e con il sole caldo che illumina il mio corpo mi avvicino al laghetto prescelto.
 Questa volta decido di affrontare l’esperienza in modo un po’ più solenne.
Non come un bagno rinfrescante, ma proprio come una cerimonia. Dato che ero nudo e non portavo oggetti con me, per fare questo non potevo contare su nessun tipo di aiuto esterno e capii che l'unico modo era quello di modificare il mio stato interiore.
 La cosa che mi veniva da fare per rendere “sacro” quello che mi apprestavo a fare, è stato di  sforzarmi di svolgere tutte le mie azioni in uno stato di presenza….di ricordo di sé.
Per evitare il shock termico, mi bagno con le mani..... fredda. L'acqua è veramente fredda ma ricordando l'esperienza del giorno prima sono più preparato.
 Ci provo ...mi butto, ma appena il corpo tocca l'acqua è più forte di me... mi dimeno e sussulto dal freddo. Per quanto mi fossi impegnato a stare fermo, e presente a me stesso, non sono riuscito a restare concentrato. La mia consapevolezza  al posto che essere Me è diventata il mio involucro che a contatto totale con il gelo non ha resistito. “Ma è naturale” ho pensato. Il mio corpo non può restare fermo in una situazione così estrema, va contro la sua natura. Io dovevo restare Io...... osservatore passivo. Riprovo e ancora il mio corpo ruba l'attenzione.  Anche se la condizione così particolare in cui mi trovavo agevolava lo stato di presenza,  normalmente meno stabile, le sensazioni travolgenti dell’acqua fredda mi facevano perdere il fuoco dell’attenzione. Ci voleva più sforzo!
 La terza volta mi fermo sul bordo del laghetto e cerco di restare consapevole per un lungo momento, senza desiderare niente.
 Sono lì fermo.......dal mio centro osservo il resto .....il mio corpo .....tutto intorno.........silenzio!
Sono fermo.......sento forte il mio respiro.........batto gli occhi.............silenzio.....................tutto è in attesa............................è il momento presente.............portentoso...........immobile................. Un attimo molto lungo...... mi butto...... nel lancio trattengo il fiato….il tempo è fermo....eterno......chiudo gli occhi......contatto! L'acqua è ..... veramente fredda ma questa volta succede! mentre sono totalmente immerso nel liquido riapro gli occhi e ..... difficile da spiegare.
 E' come se il mio corpo si sganciasse da me. Ero io in una muta di carne ed ossa immerso in una specie di liquido amniotico gelato che ovattava ogni rumore.... che investiva violentemente i sensi ....un sordo rumore cupo che faceva da colonna sonora alla strana visione del mondo attraverso la lente di acqua che mi avvolgeva.... tutto era sfocato fuori ma io ero Io.... nitido....cristallino! Non ero il corpo! In verità non sentivo il freddo, il mio corpo si ma io no! Il tutto penso sia durato non più di 5 o 6 secondi ma è stato talmente intenso che potrei paragonarlo all'insieme di pallide sensazioni vissute in un intera settimana di routine! Il corpo questa volta è totalmente rilassato. Non si dimena e non boccheggia per il freddo. Un ammasso di carne e ossa che ondeggia insieme all’acqua. Mi sento morto fisicamente....c’è solo la mia consapevolezza. Il ricordo di quel momento si è scolpito talmente profondamente nella mia memoria che penso non lo dimenticherò mai!

Esco dall'acqua più lentamente di prima ... non scappo. La cornice attorno a me è surreale, meravigliosa, spaventosa, gigantesca, travolgente tutto allo stesso tempo.  Dopo alcuni minuti mi ributto, stavolta per il semplice piacere di fare un tuffo! Faccio addirittura qualche bracciata faticando a respirare. E' sofferenza profondamente piacevole.... un controsenso!

Ho un po' di freddo, mi metto lì sulla roccia che si trovava subito a valle del laghetto, dritto verso il sole. Fermo.  Il tutto è talmente avvolgente e bello che sorrido. Me ne sto lì un bel po'. I piedi sono appoggiati su una roccia gigantesca, che sporge direttamente dalla montagna,  circondata da acqua corrente. Sono completamente nudo e un brivido forte.... mi compenetra. Osservo. E' l'unica cosa che faccio.
 Mi sentivo nel centro del ciclone.  Io ero il centro....fermo....immobile ..... silenzioso e il mio silenzio si estendeva a tutto il resto. I rumori erano silenziosi, i movimenti dell’acqua e degli alberi erano fermi. Tutto era perfettamente a fuoco...nitido. Il momento presente come non lo avevo mai vissuto. La realtà alla massima potenzialità!
  Passa parecchio tempo ma in quel frangente succede qualcosa. In un istante comprendo il senso di quest’esperienza. Sento che ciò che rende quell'istante così meraviglioso, non sta in qualcosa là fuori, in quello che vedo o in quello che faccio. La chiave è dentro di me!
L'intuizione è fulminea e forse fatico a metabolizzarla completamente.
  Il senso di quella  comprensione è questo: tutto ciò che ho vissuto in questo breve viaggio, è stato così superlativo, così sublime, non perché i posti o le sensazioni che provavo lo erano, ma perché IO ero diverso!  Sono stato semplicemente aiutato da questa dimensione così contraddittoria: bellissima e sublime da un lato ma spaventosa e scomoda dall'altro. Ero travolto da un'energia poderosa, gigantesca, spaventosa, e l'unico modo per sopportarla era accoglierla.....accettarla totalmente. Accettandola diventava gioia mescolata ad emozioni difficilmente spiegabili, come se quell'energia mi ritornasse ciò che io davo a lei. Uno specchio. Se non l'avessi accettata ….amata, mi avrebbe allontanato...sarei sicuramente stato male. L'aver accettato quest’energia così forte, l'aver amato profondamente le sensazioni travolgenti che provavo senza giudicarle brutte o belle ma semplicemente accettate per quello che erano, mi ha portato ad una percezione del mondo completamente diversa, nuova. Non erano le cose che facevo o le emozioni che provavo a farmi stare bene o male, ma era  il mio stato interiore. Cioè, il mio approccio al mondo così diverso dal solito, rendeva la situazione permeata di gioia a prescindere dal paesaggio suggestivo o dalle fresche acque del torrente. Il tutto partiva da me. La sensazione esatta che lì su quella roccia provavo, era che se il mio stato interiore, non stabile, fosse cambiato e fosse tornato come era sempre stato, il momento si sarebbe trasformato in terribile......intollerabile!  
  Non posso che constatare, mentre scrivo queste parole, quanto quella comprensione abbia influito sul resto della mia vita. Il fatto di amare quello che succede nella vita, aprire il Cuore al flusso interminabile di input che l'esistenza mi offre senza giudicare ....senza il giudizio della mente, rende l'esistenza un paradiso, un posto dove TUTTO ha un senso!  La mia esistenza parte da me.....i problemi che mi si sono presentati nella vita, avevano origine dentro di me! Ogni cosa è apparsa per un motivo nella mia vita, il fatto di non accettare in qualche modo queste esperienze, le ha rese negative e sopratutto le ha rimandate! Le cose che mi sono successe, anche le più pesanti, non erano negative in se, non avevano niente di sbagliato. Lo sono diventate solo in quanto non comprese...non accettate ..... non amate. Questo significa che io sono responsabile di tutto. Sconvolgente direi!!!!

Continua.....

lunedì 6 febbraio 2012

Un'altro giorno.....


  La notte passa e mi sveglio all'alba. Fa ancora fresco ma la luce fa sembrare la temperatura più accettabile. Senza avere nulla da fare, mi prendo tutto il tempo necessario per svegliarmi completamente. Senza fretta. Quando mi sento ok sento di avere bisogno di lavarmi e quindi.... altra spugnatura. Ripeto il rito e si ripetono gli effetti. Fa freddo, vedo la condensa del mio  fiato nell'aria ma mi ritrovo ancora nudo, umido a lavarmi e strofinarmi contento come pochi!!  Mi rivesto. La mattinata scorre lenta. Quando normalmente il tempo non sembra mai abbastanza e non ce n'è mai a sufficienza per fare quello che si vuole, qui sembra il contrario, è abbondante e denso.... ricco. Ne basta poco per fare molto.
Quando la temperatura ricomincia a salire mi tolgo il pile e ricomincio la perlustrazione del posto. Ripercorro la pista del giorno prima.  Sempre bellissimo. Il taglio  della luce mattutina dà un tono ancora più affascinante alla valle. Arrivo dove sono giunto ieri e vado oltre.... altre meraviglie... altri laghetti..... la valle si stringe e ad un certo punto si chiude. Di fronte a me si presenta una parete di pietra alta una decina di metri e dal centro sgorga il torrente. Riesco a vedere che la valle continua oltre quello sbalzo ma per me sarebbe impossibile continuare.
Torno indietro e con calma mi godo ogni angolo. Analizzo bene il grosso spiazzo che vidi il giorno prima  e trovo che effettivamente è un posto fantastico per mettere una tenda..... la prossima volta. La temperatura sale.... fa caldo. Nel tornare mi segno mentalmente il laghetto dentro il quale avrei fatto il bagno. E' grosso e abbastanza profondo e vi si accede proprio dalla radura per la tenda.... bellissimo.
Torno alla tenda , mi spoglio e riparto. Mi arrampico sulle rocce e scavalco arbusti di ogni tipo nudo e senza nulla ai piedi. Forse è rischioso ma voglio farlo. Li sono Io che comando e non c'è nessun “non devi” o “non puoi fare” che tenga. Come  mamma mi ha fatto ripercorro la valle fino al laghetto con il cuore colmo di gioia. Quella profonda soddisfazione continua a espandersi e a travolgermi. E’ quasi sessuale. E' un'eccitazione ma non localizzata ai genitali ma diffusa in tutto il corpo libera di scorrere.  
 In quel momento ho un flash. E' una sensazione sottile. Normalmente non ci avrei fatto caso  o forse avrei frainteso, ma data la mia condizione di “sintonia” e “armonia” con ciò che mi stava attorno e con me stesso, e dato il mio stato mentale  percettivo, capisco che è importante. Va oltre me. Va oltre quello che volevo io.
 Mi accorgo che manca una presenza femminile!....... E’ un bisogno alchemico. E’ come una sensazione d’incompletezza. Non mi fa stare male ma è così.  Mi rendo conto però, che se ci fosse stata una donna lì con me, forse non avrei vissuto quello che ho vissuto, perché il contatto con un altro essere umano in quel momento sarebbe stato condizionato dalla mia educazione, dalla cultura, dai convenevoli, dalla gentilezza, ..... no. Ci sarebbe dovuta essere una donna nelle mie stesse condizioni di apertura. Non avremmo parlato. La comunicazione sarebbe avvenuta attraverso le nostre anime e i nostri corpi, non attraverso la parola.  La cosa strana è che mi rendevo conto che forse sarebbe stato meglio non conoscerla. Un'estranea sarebbe stata perfetta. Certo, ho pensato che sarebbe stato fantastico se ci fosse stata mia moglie, ma questo era il mio  cervello a parlare. La mia anima “sentiva” qualcosa di sottilmente diverso. Era la femminilità di cui avevo bisogno  non di una donna. Era un essere femminile che avrebbe assorbito le mie energie, le avrebbe trasformate....elevate. E' stata un'intuizione molto profonda e potente ma non facile da descrivere a parole.


continua.....

martedì 3 gennaio 2012

La seconda notte.


 Comincio a sentire il profumo del riso e mi preparo a mangiarlo.
Man mano che il tempo passa e il sole tramonta, la luce diminuisce ... e anche la temperatura! Fino a quel momento, infatti, sono rimasto in costume, ma per mangiare mi sono messo una maglietta.  Non passa molto tempo che quell’abbigliamento non è più sufficiente : mi metto i jeans .... mi metto il pile ..... ho ancora freddo!
Infatti dalla valle comincia a scendere un'aria fredda e umida preoccupante!  A questo punto mi chiedo come posso  affrontare la nottata. C'è aria, acqua, terra .... manca il fuoco. Così cerco pietre abbastanza grosse e legna per poter fare un falò. Sono un po' preoccupato perché le sterpaglie tutt'intorno hanno l'aria di essere piuttosto infiammabili, così decido di fare un grosso cerchio di pietre e di tenere il focolare piccolo. Quando ho racimolato sufficienti sterpaglie e pezzi di legno di varia lunghezza comincio ad accendere. Non è così facile. C'è parecchia umidità e fatico a far restare accesa la legna. Comunque è solo questione di tempo.... il fuoco comincia a vivere.... brucia.... calore ..... tepore. Il fuoco, anche se piccolo, fa parecchio fumo proprio per l'umidità della legna e questo mi preoccupa un po' perché questo avrebbe segnalato la mia presenza dalla strada qualche Km a valle. Va bé, non ci penso.
Il fuoco….
Mi accorgo che il fuoco ha accompagnato la nostra evoluzione terrena per molto tempo e lì, in quella situazione, le reminiscenze si fanno sentire chiaramente. Il fuoco significa ... caldo, cibo, salvezza.... vita.
Sono lì. Completamente solo, con il cellulare fuori uso, con un torrente che scorre a pochi metri da me, con il fuoco acceso e il suo tepore, la tenda alle spalle.  Gli ultimi bagliori del giorno mi permettono di lavare le stoviglie al fiume e di raccogliere legna abbondante. Poco dopo è buio. Buio totale.  Notte.  La notte porta emozioni ancestrali, inquietanti. Forse era proprio quello che cercavo ma quando arrivano non ti lasciano scampo. O le accetti e le vivi o te ne vai. Sento una profonda soddisfazione scorrere nel corpo. E come un leggero orgasmo che fluisce sotto pelle.... dei brividi. Probabilmente ho avuto stampato sulla faccia un sorrisino soddisfatto per tutto il tempo.
Mi sono portato una pipa costruita da me e mi viene voglia di sentire il profumo del tabacco. La accendo e avverto forte il suo aroma dolciastro. Di nuovo suono il flauto di bamboo. Un po' disordinatamente canto, suono, fumo....  sono Io. Passa il tempo ma non capisco che ore sono. Diciamo che non m’interessa.
Ad un certo punto mi viene sonno e cominciano a chiudersi gli occhi. Mi dispiace perché il momento è speciale e non vorrei farlo finire ma esisto in un corpo che ha bisogno di dormire e così vado in tenda. L'aria che arriva dalla valle non è più brezza leggera ma venticello. Freddo. Vestito m’infilo nel sacco a pelo e mi accorgo che non è sufficiente per tenere caldo il mio corpo. Quindi uso una tecnica che avevo messo a punto quando ero piccolo e vivevo dai miei genitori. La casa era fredda e per addormentarmi dovevo mettere la testa sotto le coperte per scaldarmi col fiato. Così feci..... e funzionò! Mi permise di addormentarmi,  ma è stato appena sufficiente perché fuori faceva veramente freddo.
 Il sonno, la seconda notte, è stato un po' meglio ma comunque non tranquillo. In quella situazione ero interrotto ad ogni piccolo rumore. Ad un certo punto mi è sembrato di sentire addirittura un animale camminare lì vicino... chissà se era un sogno o era vero.

 Continua.......