domenica 25 settembre 2011

Comincia la trasformazione.


  Il Venerdì della partenza, la giornata è cominciata più o meno normalmente. Una lavata, una bella colazione e via. La sera prima avevo preparato la moto, lo zaino, tenda, sacco a pelo …. insomma, tutto quello che mi sarebbe servito per affrontare 2 notti e 3 giorni lontano da tutto e tutti.
Ammetto che l'ansia di partire era forte e durante la giornata ero un po' distratto. Continuavo a pensare a cosa sarebbe successo.....a dove sarei andato...... tutto senza risposta. Davanti a me il futuro si fermava alle 18 e 30 circa, la fine della mia giornata in studio. Da li in poi.......niente di certo …. insicurezza.....ignoto......buio. Non avevo idea di cosa sarebbe successo, dove avrei dormito, chi o cosa avrei incontrato....niente di niente.
Finalmente finisco di lavorare e via…. si parte!
Salgo in moto e mi metto in marcia eccitato. Poco dopo la partenza mi fermo ad un supermercato in paese per fare l'ultimo acquisto della settimana: una spugna. Questo perché fra le cose che desideravo fare, c'erano delle spugnature con l'acqua limpida e fresca di un fiume di montagna che, tra l’altro, non sapevo se lo avrei trovato!
Il viaggio è cominciato con il sole che stava tramontando e quando sono arrivato nella valle iniziava ad imbrunire.
Io .... la moto ... l'aria fresca..... vigile osservazione per trovare il posto..... i fari accesi .... nessuno oltre me.
Una delle possibilità che erano balenate nella mia testa, era quella di pernottare in riva al lago di Val Vestino ma quando sono arrivato lì, mi sono reso conto che era difficilmente accessibile e anche molto basso di livello e quindi non molto poetico. Non mi attraeva. Continuo la ricerca sempre più in uno stato d’eccitazione che mi fa “sentire“ tutto diversamente dal solito. Già a questo punto ero quasi proiettato in un'altra dimensione.
E' l'imbrunire e dico a me stesso che devo trovare presto il posto per dormire perché di lì a poco sarebbe diventato buio. Il tempo in questa situazione passa lentamente e mi accorgo che, nonostante il mio stato di profondo benessere, non è un viaggio di piacere. Le montagne intorno a me sono ….. portentose. La loro forza m’investe violentemente e la suggestione è resa ancora più forte dalla luce che c'è dopo il tramonto.
Già da quel momento comincio ad avvertire una strana sensazione che mi accompagnerà per il resto del viaggio, è una specie di brivido provocato da un profondo piacere unito a paura o angoscia….curiosa accoppiata!
Ad un certo punto arrivo ad un bivio e, non sapendo dove andare, mi affido al mio sesto senso, come farò nel resto dei miei giorni di permanenza, e vado verso Marene, paesino in direzione cima rest.
Un torrente meraviglioso costeggia la strada e mi rendo conto che quello è il fiume che mi deve aiutare. E' lui. Lo riconosco. Cerco un punto dove si può mettere la tenda. Ad un certo punto c'è un ponte vecchio, la valle si allarga un po' e capisco che potrebbe essere un bel posto. Proseguo qualche centinaio di metri, pensando che forse più avanti ci sarebbe stato un posto migliore ma subito mi rendo conto che il mio istinto aveva deciso per me e il ponte era il mio traghetto verso quella che poi scoprii sarebbe stata una vera e propria iniziazione.
Parcheggio la moto al lato della strada e vado in perlustrazione, tanto per capire se potevo attraversare con la moto e ...si. Si può. Bando agli indugi.
Euforico attraverso il ponte. Spengo il motore....
....silenzio......silenzio surreale........silenzio anche dentro.
Chiudo tutto, carico zaino e tenda in spalla, torcia in mano .... e via!
Fresco.... buio..... ignoto...... fiatone......
Seguo un sentiero poco battuto e poi lo abbandono lasciandolo sulla mia sinistra. Nessun sentiero. Rami bassi..... umido..... il cuore batte forte..... proseguo...... rumore del fiume..... Ad un certo punto mi perdo. Ma non mi preoccupo. Il fiume è li.... quasi a farmi da bussola acustica. Mi accorgo che ogni tanto ritorno sui miei passi..... forse giro in tondo.... proseguo..... sudo.....comincia la trasformazione..... il fiato fa la condensa dal freddo, ma io ho caldo. Ormai è buio e vedo solo quello che la torcia mi permette di vedere. Sono in una sfera illuminata e oltre c'è solo oscurità.... è strano......disorientante.......emozionante …...pauroso.
Vedo un posto .... una radura tondeggiante con alberi tutt'intorno ... è lei. E' quella giusta, un po' in pendenza ma giusta. E' rialzata quindi mi arrampico e arrivo. Lascio cadere tutto per terra, anche gli schemi mentali, il “devo”, la personalità, il “io sono” ... tutto cade. Monto la tenda velocemente e nel frattempo mi tolgo gli indumenti .... caldo.... vedo il fiato che condensa ma ho caldo. Sono digiuno da mezzogiorno ma non ho fame. Ho lavorato ma non sono stanco. Mi ritrovo nudo..... nudo..... esaltato……estasiato..... buio ..... la luna si affaccia dalle nuvole..... io e la nostra Terra..... soli.

Continua....

lunedì 19 settembre 2011

L'inizio......


  Non saprei individuare il momento preciso in cui ho iniziato a desiderare di fare questo viaggio. Certamente è stato un desiderio che non è arrivato improvvisamente ma è aumentato con il passare degli anni, è cresciuto dentro di me lentamente, quasi come fosse un’entità pensante autonoma e alla fine, è diventato un bisogno impellente che non avrei potuto ignorare ulteriormente.
Negli anni, grazie alla mia famiglia , si è sviluppato in me un forte amore e rispetto per la natura, un rapporto emozionale molto profondo che è sempre stato una specie di punto di appoggio solido su cui fare affidamento nei momenti difficili....un campo base dove tornare in caso di emergenza!
Ecco perché, quando molto tempo fa cominciai a sentire questa chiamata verso i boschi a.... non so fare cosa, pensai che fosse un semplice desiderio di rivivere quelle esperienze che, per via degli impegni che la società in cui viviamo ci impone, non riuscivo a soddisfare quanto volevo. Per anni però, avevo notato una mia quasi morbosa attrazione per i posti più selvaggi e inospitali che mi capitava di incontrare. Più il bosco era intricato e impervio più mi attraeva. Non capivo che qualcosa stava bussando alla porta del mio cuore.
All'inizio era un sentimento molto astratto a cui non avevo dato molta importanza. Con il passare degli anni però , qualcosa ha reso questo vago desiderio sempre più importante. In quel periodo infatti mi ero avvicinato alla cultura dei Nativi Americani, dove il rapporto con il territorio e la natura hanno uno stretto legame con la spiritualità e quindi, quello che poteva essere confuso con la voglia di una scampagnata fra amici, divenne qualcosa di più grande e profondo. Con il passare del tempo mi rendevo sempre più conto che questo desiderio irrazionale e astratto era qualcosa di più che una strana voglia di avventura. Cominciavo a sentire una profonda esigenza che si faceva strada dentro di me, un bisogno profondo che richiamava la mia attenzione sempre più prepotentemente. Prendeva forma e cresceva, e più non la comprendevo, più lei bussava forte nella mia testa. Il semplice ma vago desiderio di andare su una montagna a farmi una passeggiata in solitaria, prese forma, e cominciai a “sentire” il tipo di viaggio che avrei intrapreso, con tanto di dettagli che nemmeno io comprendevo fino in fondo.
Da circa un anno prima della partenza, al desiderio si aggiunse una forte sensazione di incompletezza. Uno stato d'essere come se alla mia vita mancasse qualcosa di importante, di essenziale.
Dovevo farlo!!!! Il bisogno era impellente!
Verso Giugno, circa tre mesi prima della partenza , avevo cominciato ad avere chiaro cosa portare e come organizzare questa cosa, senza sapere esattamente il perchè. Avevo cominciato a scrivere quello che mi sarebbe servito perchè avevo cominciato a intuire le cose che avrei dovuto fare la nelle montagne, ma nello stesso tempo non riuscivo a razionalizzare il tutto, perché in realtà non avevo ben chiaro nemmeno io cosa diavolo avrei fatto in quel posto sperduto.
Un’altra cosa che con il tempo è cambiata, è la zona in cui questo viaggio sarebbe avvenuto.  Tempo prima immaginavo, ispirato da quel desiderio profondo, di andare lontano in posti esotici, tipo montagne rocciose in America o deserti sconosciuti. Poi, con il passare degli anni, ho sempre di più avuto il desiderio di rimanere nella mia terra, vicino a dove ero nato e cresciuto. La mia terra mi doveva parlare….. mi stava chiamando.
   Affiorò a quel punto nella mia mente, un luogo che fino a quel momento non mi aveva attratto particolarmente, se non per il suo lato naturalistico: Val Vestino. E’ un luogo che spesso ho incontrato nella mia vita ma verso il quale non nutrivo particolare interesse. Improvvisamente….. boom! Amore …. Attrazione…. non so. Sta di fatto che non è nemmeno stata una decisione: li DOVEVO andare e li sono andato.
Visto il particolare sentimento che mi ha accompagnato in tanti anni rispetto a questo desiderio, non ho voluto procurare cartine che potessero contaminare le mie scelte. Il tutto è avvenuto seguendo esclusivamente il mio istinto…. il mio cuore.
Una volta su un libro lessi che il cammino di Santiago de Compostela comincia in realtà da casa propria. Allo stesso modo se dovessi chiedermi quando questo viaggio è cominciato, risponderei 34 anni fa, il giorno della mia nascita.

Continua......

giovedì 15 settembre 2011

Il vento del bosco........

Ciao a tutti.

Mi presento.
Mi piace: La sensazione dell'acqua fredda sulla faccia la mattina, camminare a piedi nudi, nuotare nell'acqua fresca, andare sott'acqua con la maschera, il vento, l'acqua, incontrare nuove persone, il silenzio, meditare, essere consapevole di me stesso, tutto ciò che riguarda il mondo interiore, il cioccolato extrafondente, stare da solo, accettare, amare, osservare, osservare me stesso (non intendo allo specchio...!!! ),osservare senza giudicare, mettere le mani e i piedi nella terra, fare l'amore, le donne, cambiare spesso strada, trovare strade nuove, annusare, sentire l'odore delle piante e dell'erba, toccare, massaggiare, abbracciare, mettere a proprio agio le persone, ascoltare musica, ascoltare, suonare la chitarra,suonare la batteria (anche se non sono capace) e il flauto di bamboo, cantare, guardare le opere d'arte, costruire oggetti, leggere, cucinare, i cavalli, il fuoco, il fuoco di notte, fare campeggio libero, vivere il presente, disegnare, viaggiare in moto ... lentamente!, mettere ordine  nelle cose, lasciarmi guidare dall'istinto, scoprire cosa c'è di buono nelle persone, andare oltre le apparenze,la natura,i luoghi incontaminati, la vita, l'universo ….

 Ogni tanto vado a camminare nei boschi da solo.
 Senza dire niente a nessuno, butto i miei scarponi da trekking nel baule della macchina o nelle sacche della moto e vado dove il tempo e il progresso sembrano non avere avuto alcun effetto: il bosco. Il bosco è come un'enorme organismo vivente che accoglie pazientemente tutti coloro che desiderano visitarlo e con degli aliti di vento ci parla....ci parla di se......di noi!
 Cammino un po' fino a quando mi sento lontano...lontano dalla società, lontano dalle strade e dai sentieri, vicino alla terra e a me stesso. Poi, ad un certo punto, mi fermo......non faccio niente......esisto e basta. Resto li .....immobile. Sento il mio respiro e a stento il battito del mio cuore... tutto il resto mi ruota intorno. E' come essere nel centro del ciclone. E' una sensazione che va al di la del piacere di stare in mezzo alla natura, è come passare dallo stato: "Christian Codenotti, nato il ...bla bla bla, residente a .....bla bla bla.......lavoro bla bla bla, auto targata ....bla bla bla" allo stato di "essere umano sulla terra". Nessun pensiero, nessuna preoccupazione....solo la meravigliosa sensazione di esistere, facendo parte di qualcosa di più grande.

 Tutto questo ha avuto un inizio.......c'è stata una prima volta. Ad un certo punto della mia vita sono stato “chiamato” a vivere un'esperienza che si è rivelata straordinaria e che mi ha cambiato profondamente.
 Se ti senti in sintonia con tutto questo o semplicemente ti incuriosisce e vuoi sapere come è andata, ho una storia da raccontarti.

....continua.....