venerdì 22 febbraio 2013

La conclusione


  A questo punto comincio ad avere fame. Torno lentamente alla tenda ripercorrendo a ritroso il percorso che avevo fatto all'andata. Ora la tenda è in pieno sole.
La sera prima non avevo finito tutto il riso e così decido che quello avanzato sarebbe stato il mio pranzo con l'aggiunta di un po' di fagioli che avevo con me. Il sole è caldo ma me ne sto lì ad assorbire i raggi come se fosse una carica d’energia che mi attraversa. Mangio e assaporo. E' come se le fasi della giornata fossero vissute in modo più reale del solito. Normalmente la giornata è scandita dagli orari ... un numero che ti dice in che punto della giornata sei. Lì in quel posto con quelle percezioni e senza orologio, il momento della giornata è percepito attraverso una sensazione. Lì, mentre mangiavo, avevo la netta sensazione di che momento fosse della giornata.
Finito di gustare il pranzo frugale, metto subito tutto a posto perché era mia intenzione ritornare nel pomeriggio, quindi lavo le stoviglie al fiume e metto tutto nello zaino. Mi voglio godere questi ultimi momenti e mi faccio una camminata sempre seguendo il fiume, osservando con profonda calma quello che mi sta attorno. Non mi rendo ancora conto completamente, ma il desiderio/sogno che avevo prima di partire e che mi accompagnava da qualche tempo si è avverato, andando oltre ogni mia aspettativa. La mia condizione mentale di totale ricettività e abbandono che mi ha accompagnato fin dall'inizio di questa avventura, mi ha permesso di vivere esperienze che sono andate al di là di quello che speravo, anche se appunto non avevo idea di cosa mi sarebbe successo e non avevo nemmeno intenzione di pormi degli obiettivi.
Mentre passeggio per l'ultima volta nella magnifica valle che mi ha ospitato mi rendo conto chiaramente, per la prima volta, che ciò che ho vissuto è stato come abbattere una barriera che era in me e che ora avvertivo non c'era più. Avevo risolto un'urgenza che aleggiava nel profondo del mio cuore da anni senza che me ne rendessi conto. Era come quando un rumore fastidioso non lo si sente più  perché è ormai troppo tempo che ti assilla e quindi ti sei abituato, ma quando improvvisamente si interrompe capisci che era quello che ti dava fastidio, ed è come se ti togliessi un peso dallo stomaco. Uguale. Ora mi sentivo esattamente così..... più leggero.
A quel punto decido di rientrare nella società. Me ne vado a metà pomeriggio circa, anche perché le previsioni del tempo davano pioggia e non volevo fare un rientro .... bagnato!!
Smonto la tenda.... sistemo lo zaino con cura.... m’incammino.
Il ritorno alla “civiltà” è graduale. Pian piano mi rendo conto di ritornare nel mio solito mondo, ma nello stesso tempo sento chiaramente che in questi giorni ho abbandonato qualcosa di me su quelle montagne.
Il resto non ha importanza.




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