A
questo punto comincio ad avere fame. Torno lentamente alla tenda
ripercorrendo a ritroso il percorso che avevo fatto all'andata. Ora
la tenda è in pieno sole.
La
sera prima non avevo finito tutto il riso e così decido che quello
avanzato sarebbe stato il mio pranzo con l'aggiunta di un po' di
fagioli che avevo con me. Il sole è caldo ma me ne sto lì ad
assorbire i raggi come se fosse una carica d’energia che mi
attraversa. Mangio e assaporo. E' come se le fasi della giornata
fossero vissute in modo più reale del solito. Normalmente la
giornata è scandita dagli orari ... un numero che ti dice in che
punto della giornata sei. Lì in quel posto con quelle percezioni e
senza orologio, il momento della giornata è percepito attraverso una
sensazione. Lì, mentre mangiavo, avevo la netta sensazione di che
momento fosse della giornata.
Finito
di gustare il pranzo frugale, metto subito tutto a posto perché era
mia intenzione ritornare nel pomeriggio, quindi lavo le stoviglie al
fiume e metto tutto nello zaino. Mi voglio godere questi ultimi
momenti e mi faccio una camminata sempre seguendo il fiume,
osservando con profonda calma quello che mi sta attorno. Non mi
rendo ancora conto completamente, ma il desiderio/sogno che avevo
prima di partire e che mi accompagnava da qualche tempo si è
avverato, andando oltre ogni mia aspettativa. La mia condizione
mentale di totale ricettività e abbandono che mi ha accompagnato fin
dall'inizio di questa avventura, mi ha permesso di vivere esperienze
che sono andate al di là di quello che speravo, anche se appunto non
avevo idea di cosa mi sarebbe successo e non avevo nemmeno intenzione
di pormi degli obiettivi.
Mentre
passeggio per l'ultima volta nella magnifica valle che mi ha ospitato
mi rendo conto chiaramente, per la prima volta, che ciò che ho
vissuto è stato come abbattere una barriera che era in me e che
ora avvertivo non c'era più. Avevo risolto un'urgenza che aleggiava
nel profondo del mio cuore da anni senza che me ne rendessi conto. Era come
quando un rumore fastidioso non lo si sente più perché è ormai
troppo tempo che ti assilla e quindi ti sei abituato, ma quando
improvvisamente si interrompe capisci che era quello che ti dava
fastidio, ed è come se ti togliessi un peso dallo stomaco. Uguale.
Ora mi sentivo esattamente così..... più leggero.
A
quel punto decido di rientrare nella società. Me ne vado a metà
pomeriggio circa, anche perché le previsioni del tempo davano
pioggia e non volevo fare un rientro .... bagnato!!
Smonto
la tenda.... sistemo lo zaino con cura.... m’incammino.
Il
ritorno alla “civiltà” è graduale. Pian piano mi rendo conto di
ritornare nel mio solito mondo, ma nello stesso tempo sento
chiaramente che in questi giorni ho abbandonato qualcosa di me su
quelle montagne.
Il
resto non ha importanza.
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