lunedì 6 febbraio 2012

Un'altro giorno.....


  La notte passa e mi sveglio all'alba. Fa ancora fresco ma la luce fa sembrare la temperatura più accettabile. Senza avere nulla da fare, mi prendo tutto il tempo necessario per svegliarmi completamente. Senza fretta. Quando mi sento ok sento di avere bisogno di lavarmi e quindi.... altra spugnatura. Ripeto il rito e si ripetono gli effetti. Fa freddo, vedo la condensa del mio  fiato nell'aria ma mi ritrovo ancora nudo, umido a lavarmi e strofinarmi contento come pochi!!  Mi rivesto. La mattinata scorre lenta. Quando normalmente il tempo non sembra mai abbastanza e non ce n'è mai a sufficienza per fare quello che si vuole, qui sembra il contrario, è abbondante e denso.... ricco. Ne basta poco per fare molto.
Quando la temperatura ricomincia a salire mi tolgo il pile e ricomincio la perlustrazione del posto. Ripercorro la pista del giorno prima.  Sempre bellissimo. Il taglio  della luce mattutina dà un tono ancora più affascinante alla valle. Arrivo dove sono giunto ieri e vado oltre.... altre meraviglie... altri laghetti..... la valle si stringe e ad un certo punto si chiude. Di fronte a me si presenta una parete di pietra alta una decina di metri e dal centro sgorga il torrente. Riesco a vedere che la valle continua oltre quello sbalzo ma per me sarebbe impossibile continuare.
Torno indietro e con calma mi godo ogni angolo. Analizzo bene il grosso spiazzo che vidi il giorno prima  e trovo che effettivamente è un posto fantastico per mettere una tenda..... la prossima volta. La temperatura sale.... fa caldo. Nel tornare mi segno mentalmente il laghetto dentro il quale avrei fatto il bagno. E' grosso e abbastanza profondo e vi si accede proprio dalla radura per la tenda.... bellissimo.
Torno alla tenda , mi spoglio e riparto. Mi arrampico sulle rocce e scavalco arbusti di ogni tipo nudo e senza nulla ai piedi. Forse è rischioso ma voglio farlo. Li sono Io che comando e non c'è nessun “non devi” o “non puoi fare” che tenga. Come  mamma mi ha fatto ripercorro la valle fino al laghetto con il cuore colmo di gioia. Quella profonda soddisfazione continua a espandersi e a travolgermi. E’ quasi sessuale. E' un'eccitazione ma non localizzata ai genitali ma diffusa in tutto il corpo libera di scorrere.  
 In quel momento ho un flash. E' una sensazione sottile. Normalmente non ci avrei fatto caso  o forse avrei frainteso, ma data la mia condizione di “sintonia” e “armonia” con ciò che mi stava attorno e con me stesso, e dato il mio stato mentale  percettivo, capisco che è importante. Va oltre me. Va oltre quello che volevo io.
 Mi accorgo che manca una presenza femminile!....... E’ un bisogno alchemico. E’ come una sensazione d’incompletezza. Non mi fa stare male ma è così.  Mi rendo conto però, che se ci fosse stata una donna lì con me, forse non avrei vissuto quello che ho vissuto, perché il contatto con un altro essere umano in quel momento sarebbe stato condizionato dalla mia educazione, dalla cultura, dai convenevoli, dalla gentilezza, ..... no. Ci sarebbe dovuta essere una donna nelle mie stesse condizioni di apertura. Non avremmo parlato. La comunicazione sarebbe avvenuta attraverso le nostre anime e i nostri corpi, non attraverso la parola.  La cosa strana è che mi rendevo conto che forse sarebbe stato meglio non conoscerla. Un'estranea sarebbe stata perfetta. Certo, ho pensato che sarebbe stato fantastico se ci fosse stata mia moglie, ma questo era il mio  cervello a parlare. La mia anima “sentiva” qualcosa di sottilmente diverso. Era la femminilità di cui avevo bisogno  non di una donna. Era un essere femminile che avrebbe assorbito le mie energie, le avrebbe trasformate....elevate. E' stata un'intuizione molto profonda e potente ma non facile da descrivere a parole.


continua.....

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